BESS

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Pocket Beaches Remote Monitoring Systems
Pocket Beaches
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Il Progetto

Le Pocket Beaches (PB), letteralmente “spiagge tascabili”, sono piccole spiagge, limitate da promontori naturali o artificiali capaci di condizionarne il clima d’onda locale e la dinamica della linea di riva, con lo spostamento dei sedimenti provenienti da terra da apporti solidi di brevi corsi d’acqua o dall’erosione delle falesie retrostanti oppure da mare dovuti a sovralluvionamenti di corsi d’acqua viciniori, o da depositi dovuti a tempeste o a tsunami.

Il progetto “BESS”Pocket Beach Management & Remote Surveillance System si propone di realizzare un sistema di gestione di specifiche nicchie ambientali, basato su un piano di monitoraggio attivo a basso costo e ad alta componente tecnologica. I futuri piani di gestione, sulla base di una mappatura di dettaglio degli ambienti interessati, permetteranno di realizzare dei sistemi di difesa, non necessariamente strutturali, ma basati sulla buona pratica di gestione continua al fine di sfruttare la resilienza intrinseca del sistema piuttosto che irrigidirla con massi naturali o artificiali.

In ambito costiero la sfida per la difesa delle coste dall’erosione, non può essere improntata alla realizzazione di una continua protezione rigida, dove barriere frangiflutti e pennelli, talvolta proteggono le aree immediatamente retrostanti, ma inevitabilmente spostano sottoflutto i processi erosivi. La sfida culturale è proprio quella di individuare sistemi di difesa che si basino sulle naturali caratteristiche di difesa delle coste. Le PB rappresentano un sistema protettivo per eccellenza, racchiuse come sono tra due promontori aggettanti ai lati e una “falesia” verso terra.

“BESS” Pocket Beach Management & Remote Surveillance System è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, nell’ambito del P.O. Italia – Malta 2014-2020) della durata di 30 mesi, coordinato dal Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra (MIFT) dell’Università degli Studi di Messina (UNIME). I partner Maltesi, sono il Ministero di Gozo e lEuro-Mediterranean Centre on InsularCoastal Dynamics (ICoD), quelli Siciliani sonoil Dipartimento di Scienze della Terra (DiSTeM) dell’Università degli Studi di Palermo(Unipa) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il partenariato è costituito da enti di ricerca ed enti pubblici con responsabilità nel campo della ricerca nel campo dell’analisi e della gestione del territorio e della sua sorveglianza e protezione ambientale.

Queste spiagge infatti rappresentano un pregiato elemento naturale, talvolta esposto ad un forte impatto da pressione antropica fino a generare rischi per la stessa incolumità degli stessi fruitori.

La mappatura che verrà realizzata nell’ambito del progetto servirà per creare una piattaforma di monitoraggio, basata sull’individuazione di specifici indici geomorfologico – sedimentologici e sulla realizzazione di un sistema di rilevamento da remoto e da satellite. Tale strumento di monitoraggio permetterà di attivare quei sistemi di gestione utili a preservarle dai processi erosivi, tutelando così le specifiche nicchie ecologiche, rendendone più sicura la fruizione turistica.

Il progetto permetterà di dotare le Pubbliche Amministrazioni di uno strumento predittivo dei processi erosivi, utile anche agli stakeholders, per la programmazione delle proprie attività.

Il MIFT-UNIME e l’ICoD sono soggetti esperti in geomorfologia costiera e svilupperanno le componenti abiotiche del progetto, mentre DiSTeM – Unipa si occuperà degli aspetti legati alle componenti biotiche, con particolare riferimento all’analisi del contributo delle praterie di fanerogame nella produzione degli accumuli di detrito sui litorali. INGV integrerà il sistema di dati prodotti nella sua rete di sorveglianza mentre il Ministero di Gozo curerà gli aspetti relativi alla comunicazione.

Obiettivi

Considerato che anche questi sistemi hanno iniziato a mostrare segni di arretramento, la loro conoscenza, la loro mappatura, la loro definizione fisica, nonché le loro aspettative d’uso, possono rappresentare una perfetta sperimentazione di sistemi protettivi sostenibili, e potranno costituire un intervento pilota per comprendere l’evoluzione dell’intero sistema costiero che, nei prossimi decenni, dovrà tenere conto degli effetti del cambiamento.

Alla luce di queste osservazioni è di fatto imprescindibile a livello transfrontaliero e non regionalmente confinato, un sistema di gestione sostenibile che tenga conto sia delle coste rocciose sia di quelle mobili intercluse con i relativi sistemi di monitoraggio all’avanguardia tecnologica e la gestione dell’esistenza di beni naturali, culturali e strutturali che devono coesistere ed essere valorizzati nell’ambito di un sistema comunque, per natura, dinamico. Questo sistema avrà una platea di stakeholder (amministrazioni pubbliche e associazioni) che potranno monitorare la validità delle azioni intraprese e la loro replicabilità nei due domini territoriali

Pocket Beaches
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